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Una donna italiana su sette, e oltre una straniera su dieci, ha subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. È il dato che emerge dalla terza Indagine sulla Sicurezza delle donne condotta dall’Istat tra marzo 2025 e gennaio 2026, che per la prima volta analizza in modo sistematico il legame tra la violenza subita nell’infanzia e quella vissuta in età adulta.

Secondo l’indagine, il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni — circa 3 milioni di persone — e l’11,4% delle donne straniere della stessa fascia d’età, oltre 244mila, dichiarano di aver subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. Tra le comunità straniere il dato più alto riguarda le donne rifugiate (22,4%), mentre le romene si avvicinano ai livelli delle italiane (14,6%).

Entrando nel dettaglio delle forme di violenza, l’8,2% delle italiane e il 3,4% delle straniere hanno subito almeno un episodio di violenza sessuale prima dei 16 anni. Rispetto alla precedente rilevazione del 2014, il confronto nella fascia 16-70 anni segnala una riduzione (7,8% contro 10,6%). Sul fronte della violenza fisica, invece, le quote restano più stabili e sostanzialmente allineate tra italiane (9,2%) e straniere (9,6%), con le forme più gravi — percosse, calci, ferite da oggetti o armi — che coinvolgono circa il 3% di entrambe le popolazioni.

Un dato che merita attenzione particolare è quello sul silenzio: più del 58% delle vittime, da bambine, non ne ha parlato con nessuno.

Il risultato più rilevante ai fini della lettura sanitaria del fenomeno riguarda la continuità della violenza nel corso della vita. Le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale nell’infanzia arrivano a subirla da adulte nel 57,2% dei casi (italiane) e nel 56,8% (straniere) — una quota quasi doppia rispetto a chi non aveva avuto quelle esperienze precoci (rispettivamente 31,9% e 27,4%). Il ruolo della famiglia d’origine è centrale: quando è stato il padre a esercitare violenza fisica sulla figlia, la probabilità che quella donna subisca violenza anche da adulta sale al 68,2% tra le italiane; per le straniere pesa maggiormente la figura materna (88,1%).

Rilevante anche il tema della “violenza assistita”: il 10,4% delle donne ha visto, da bambina, scene di violenza verbale o fisica tra i genitori. Chi ha vissuto questa esposizione mostra una probabilità molto più alta di aver subito a sua volta violenza fisica o sessuale nell’infanzia.

Perché riguarda il sistema salute

I dati Istat, raccolti nell’ambito dell’Accordo con il Dipartimento per le Pari Opportunità e armonizzati con l’indagine europea di Eurostat, disegnano un fenomeno che attraversa i servizi sanitari a più livelli: dal pronto soccorso ai consultori, dalla pediatria di famiglia alla medicina generale, fino ai percorsi di presa in carico psicologica. Il legame tra violenza infantile e vulnerabilità adulta rafforza l’esigenza di una formazione specifica del personale sanitario nel riconoscimento precoce dei segnali di violenza, e di reti strutturate tra ospedali, servizi sociali e territorio.

Fonte: Istat, “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – Anno 2025”, 16 settembre 2026.

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