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Un ictus può cambiare una vita in pochi minuti. Ma la sfida più difficile, per chi lo affronta e per chi gli sta accanto, spesso comincia dopo: quando bisogna ricostruire l’autonomia, orientarsi tra specialisti e terapie e trovare le tecnologie più adatte al recupero. È in questo spazio, tra il bisogno di cura e la difficoltà di accedervi, che nasce HemiaLab. Nell’intervista, Caterina Stimola, CEO della piattaforma, racconta come l’innovazione digitale possa connettere competenze, servizi e soluzioni per rendere il percorso assistenziale più accessibile, integrato e vicino alle persone.

Il Forum Sistema Salute invita a superare la fase della sperimentazione per rendere l’innovazione realmente operativa. Quali sono oggi le principali sfide per portare tecnologie e piattaforme medicali nella pratica clinica e trasformarle in un miglioramento concreto della qualità delle cure?

Oggi disponiamo di tecnologie medicali avanzate, dispositivi per la riabilitazione, sistemi di monitoraggio e competenze specialistiche di grande valore. Eppure, spesso queste risorse sono difficili da individuare e raggiungere, soprattutto per i pazienti e le loro famiglie. È una difficoltà che ho conosciuto da vicino attraverso la mia esperienza come CEO di Linari Medical, nel settore delle tecnologie per la neuroriabilitazione. Ho compreso che non basta sviluppare soluzioni innovative: bisogna anche renderle conosciute, accessibili e utilizzabili nella pratica quotidiana. Da questa esperienza nasce HemiaLab, una piattaforma nazionale dedicata al prima e al dopo ictus, pensata per collegare informazioni, professionisti sanitari, centri specializzati, tecnologie e servizi. La nostra visione comprende la prevenzione, la riabilitazione e la longevity, intesa come possibilità di preservare salute, autonomia e qualità della vita il più a lungo possibile. Vogliamo facilitare l’accesso alle competenze specialistiche e alle tecnologie disponibili, creando collegamenti tra professionisti, strutture sanitarie e aziende che sviluppano innovazione. La sfida non è soltanto tecnologica, ma anche organizzativa: è necessario che le soluzioni entrino nei percorsi assistenziali, siano appropriate ai bisogni dei pazienti e possano essere utilizzate anche al di fuori dei centri specializzati. Per me innovare significa proprio questo: trasformare ciò che la ricerca e la tecnologia rendono possibile in opportunità concrete per le persone.

HemiaLab nasce per mettere in rete competenze, professionisti e centri specializzati nella prevenzione e nella riabilitazione dopo un ictus. In un sistema sanitario in cui i percorsi possono essere frammentati, come può la vostra piattaforma contribuire a superare le difficoltà di orientamento dei pazienti e delle famiglie, trasformando l’innovazione digitale in una presa in carico più integrata e personalizzata?

HemiaLab nasce da una domanda molto semplice: che cosa succede quando una persona che ha avuto un ictus torna a casa? In Italia si registrano circa 120.000 nuovi casi ogni anno e oltre 900.000 persone convivono con gli esiti di un ictus. Dietro questi numeri ci sono persone e famiglie che devono affrontare un percorso spesso lungo e complesso. L’ictus, infatti, può lasciare conseguenze molto diverse: difficoltà motorie, del linguaggio, cognitive e visive, che richiedono l’intervento di neurologi, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, ortottisti e altri specialisti. Il recupero può durare mesi o anni e richiedere trattamenti diversi, da coordinare e adattare nel tempo. Per una famiglia non è semplice sapere a chi rivolgersi, quali centri scegliere, quali possibilità di recupero esistano o quali tecnologie possano essere utili. E spesso, dopo la dimissione ospedaliera, emerge anche il senso di solitudine di chi deve affrontare questa nuova quotidianità. È da questa consapevolezza che nasce HemiaLab: vogliamo che pazienti e caregiver abbiano un punto di riferimento e non si sentano soli nel cercare le risposte di cui hanno bisogno. La piattaforma si articola in quattro aree: informazione sulla prevenzione e sui percorsi di cura; ricerca e prenotazione di specialisti e centri; un marketplace dedicato a dispositivi medici, ausili e tecnologie innovative, disponibili per acquisto o noleggio; servizi e soluzioni per favorire la continuità riabilitativa anche a domicilio. HemiaLab guarda anche al prima dell’ictus, attraverso la prevenzione, l’informazione sui fattori di rischio e l’accesso a visite e controlli appropriati. Un approccio che si collega alla nostra visione della longevity: preservare salute, capacità funzionali e autonomia il più a lungo possibile. Non intendiamo sostituirci ai professionisti sanitari, ma facilitare l’accesso alle loro competenze e alle opportunità disponibili. Il nostro obiettivo è aiutare le persone a sapere cosa fare e a trovare chi le può aiutare. Prima e dopo un ictus.

La possibilità di accedere a consulenze e follow-up anche a distanza è uno degli elementi distintivi della piattaforma HemiaLab. Quali opportunità apre questo modello per i pazienti che vivono lontano dai centri specializzati e per i caregiver? E quali condizioni organizzative e cliniche sono necessarie affinché la telemedicina garantisca continuità assistenziale senza sostituire, quando necessario, la valutazione in presenza?

Dopo un ictus, il recupero non si esaurisce con un ciclo di riabilitazione. Può richiedere un lavoro costante su più aspetti, dal movimento al linguaggio, dalla memoria alla vista. Per chi vive lontano dai centri specializzati, o ha difficoltà negli spostamenti, seguire con regolarità questi percorsi può diventare molto impegnativo, anche per i familiari. La telemedicina offre la possibilità di mantenere un contatto con gli specialisti e svolgere alcune attività a distanza, quando clinicamente appropriate. Ma credo che la vera differenza, per HemiaLab, potrà essere l’integrazione tra telemedicina e marketplace. Vogliamo creare uno spazio dedicato alle tecnologie più avanzate che il mercato medicale offre per le esigenze delle persone colpite da ictus: dispositivi per la riabilitazione motoria, logopedica, cognitiva e visiva, sistemi di teleriabilitazione, ausili per l’autonomia e strumenti connessi che consentano agli specialisti di seguire a distanza determinate attività. Un ruolo importante potranno avere anche i dispositivi per il monitoraggio di parametri come pressione arteriosa e ritmo cardiaco, utili, quando indicati dal medico, nella gestione dei fattori di rischio e nella prevenzione di nuovi eventi cerebrovascolari. La possibilità di utilizzare alcune di queste tecnologie a domicilio, con programmi personalizzati e supervisione specialistica, può contribuire a rendere il percorso riabilitativo più continuativo e meno dipendente dagli spostamenti. Con Linari Medical abbiamo già maturato un’esperienza concreta attraverso AvDesk, una tecnologia per la neuroriabilitazione che consente di svolgere specifiche attività anche a casa, monitorate dallo specialista. Con HemiaLab vogliamo coinvolgere le aziende che sviluppano queste soluzioni, dando visibilità alle innovazioni disponibili e facilitandone l’accesso, anche attraverso il noleggio. Naturalmente, non tutti i dispositivi sono indicati per ogni paziente. La valutazione clinica, la scelta delle tecnologie e il monitoraggio dei risultati devono rimanere affidati ai professionisti sanitari. La telemedicina deve integrare le visite in presenza, non sostituirle quando necessarie. La nostra ambizione è andare oltre la video consulenza: aiutare le persone a portare a casa, quando possibile e appropriato, gli strumenti necessari per proseguire il recupero, mantenere l’autonomia e gestire meglio la propria salute. Per i pazienti significa avere più opportunità anche lontano dai centri specializzati; per i caregiver, poter contare su soluzioni che rendano meno difficile l’assistenza quotidiana.

Uno dei temi centrali del Forum Sistema Salute è la necessità di dimostrare il valore concreto delle innovazioni, non soltanto la loro potenzialità. Quali indicatori ritenete fondamentali per valutare l’impatto di HemiaLab in termini di risultati riabilitativi, autonomia del paziente, qualità della vita e sostenibilità dei percorsi di cura? E quali sono i prossimi obiettivi per favorire l’integrazione di queste soluzioni nel sistema sanitario?

Per HemiaLab il primo indicatore sarà la capacità di rendere più semplice l’accesso ai servizi: quanto tempo impiega un paziente a trovare lo specialista giusto, quanti professionisti e centri riusciamo a coinvolgere e quante persone riescono a individuare una tecnologia o una soluzione utile alle proprie necessità. Vogliamo misurare anche l’accesso ai percorsi di prevenzione, la continuità delle cure e l’utilizzo delle soluzioni domiciliari. In collaborazione con i professionisti sanitari, sarà importante valutare gli esiti riabilitativi, il recupero dell’autonomia e i miglioramenti nella qualità della vita. Anche la longevity assume un significato concreto: prevenire quando possibile, recuperare le capacità compromesse e mantenere il più a lungo possibile indipendenza e benessere. La sostenibilità sarà un altro aspetto da valutare, considerando la riduzione degli spostamenti non necessari, la semplificazione nell’accesso ai servizi e i possibili benefici organizzativi ed economici per le famiglie. HemiaLab è nata ufficialmente il 1° ottobre 2026. Il sito è già online e stiamo costruendo la prima rete nazionale di specialisti e centri, con l’obiettivo di attivare progressivamente le prenotazioni da dicembre. I prossimi passi riguardano l’ampliamento di questa rete e lo sviluppo del marketplace, coinvolgendo strutture sanitarie, associazioni, produttori di dispositivi medici e aziende innovative, con particolare attenzione alle tecnologie per la prevenzione, il monitoraggio e la riabilitazione. Vogliamo creare collaborazioni che consentano non soltanto di rendere disponibili nuove soluzioni, ma anche di valutarne l’effettiva utilità nella pratica clinica. Ma oltre agli indicatori e agli obiettivi di crescita, c’è un aspetto che considero fondamentale. Sappiamo quanto possa essere difficile affrontare un ictus, sia per chi ne è colpito sia per chi ogni giorno gli sta accanto. Vorremmo che HemiaLab diventasse un punto di riferimento a cui rivolgersi, per trovare informazioni, competenze e soluzioni, ma anche per sapere di non essere soli. Perché dietro ogni percorso di cura ci sono persone e famiglie che cercano risposte e nuove possibilità. Ed è per loro che nasce HemiaLab: per aiutare le persone a sapere cosa fare e a trovare chi le può aiutare. Prima e dopo un ictus.