Obesità: dopo la legge, la sfida passa alla governance

29 Giugno 2026

di Redazione

Presentato a Milano il nuovo Progetto Obesità nell’ambito di Grandi Ospedali. Obiettivo: trasformare il riconoscimento della malattia in modelli organizzativi, percorsi di presa in carico precoce e strategie di sostenibilità per il Servizio sanitario nazionale.

L’Italia è il primo Paese al mondo ad aver riconosciuto l’obesità come malattia. Un primato che rappresenta un passaggio storico sul piano culturale e istituzionale, ma che apre anche una domanda cruciale: cosa significa, concretamente, trasformare questo riconoscimento in percorsi di cura, modelli organizzativi e servizi capaci di rispondere ai bisogni di milioni di cittadini?

È da questa domanda che nasce il Progetto Obesità, realizzato con il supporto non condizionato di Novo Nordisk e presentato il 28 maggio a Milano nell’ambito della quinta edizione dell’Open Meeting di Grandi Ospedali, durante un confronto che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, manager della sanità, clinici e associazioni di pazienti.

Una riflessione quanto mai necessaria se si considera che oggi in Italia quasi 6 milioni di persone vivono con l’obesità e oltre 17 milioni sono in sovrappeso. Numeri che descrivono una patologia cronica, complessa e multifattoriale, associata a oltre 200 complicanze e a un impatto che va ben oltre la dimensione clinica, coinvolgendo sostenibilità economica, organizzazione dei servizi e qualità della vita delle persone.

«L’Italia sta vivendo un momento storico nel percorso di gestione dell’obesità. Negli ultimi anni il quadro normativo si è evoluto rapidamente e oggi esistono le condizioni per affrontare questa patologia in modo più strutturato. La sfida è trasformare questa evoluzione in interventi concreti e accessibili per le persone», osserva Marco Salvini, Sr. Director External Affairs di Novo Nordisk Italia.

Il tema assume una rilevanza ancora maggiore guardando alle nuove generazioni. Oltre 2 milioni di bambini e adolescenti in Italia presentano infatti una condizione di eccesso di peso, segnando la più alta prevalenza in Europa, con il rischio concreto che la malattia accompagni molti di loro per tutto l’arco della vita adulta.

Dal riconoscimento legislativo all’organizzazione

Negli ultimi anni il quadro normativo è cambiato profondamente. Al riconoscimento legislativo dell’obesità come malattia sono seguiti l’inserimento nel Piano Nazionale della Cronicità e, più recentemente, nel Piano Nazionale della Prevenzione.

Se il tema ha conquistato una nuova centralità nelle politiche sanitarie, la sfida oggi si sposta sul piano dell’attuazione. In altre parole, occorre capire come tradurre un primato normativo in una capacità concreta del sistema sanitario di intercettare precocemente il bisogno, ridurre la progressione della malattia e prevenire le complicanze attraverso percorsi di cura realmente integrati.

È proprio in questo spazio che si colloca il Progetto Obesità: una piattaforma di lavoro che accompagnerà il dibattito nel corso dei prossimi mesi, coinvolgendo management sanitario, clinici, istituzioni e associazioni dei pazienti per favorire la traduzione delle politiche in modelli organizzativi operativi.

Il progetto prevederà momenti di approfondimento, tavoli di lavoro e incontri dedicati alle principali sfide organizzative poste dalla gestione dell’obesità, con l’obiettivo di favorire la condivisione di esperienze e l’identificazione di proposte operative e modelli organizzativi basati sulle evidenze applicabili nei diversi contesti regionali e aziendali.

«Il valore del Progetto Obesità – prosegue Salvini – sta nella possibilità di mettere attorno allo stesso tavolo competenze diverse: istituzioni, management sanitario, clinici e associazioni dei pazienti. È da questo confronto che possono emergere indicazioni utili per superare la frammentazione attuale e costruire risposte più coordinate, sostenibili e vicine ai bisogni delle persone con obesità”

Una questione di sostenibilità

Il tema non riguarda soltanto la dimensione clinica. L’obesità rappresenta infatti uno dei principali driver di patologie cardiovascolari e metaboliche, con conseguenze rilevanti in termini di ricoveri, complessità assistenziale e utilizzo delle risorse. Il costo complessivo della malattia è stimato in oltre 13 miliardi di euro l’anno tra costi diretti e indiretti.

Investire in diagnosi precoce, prevenzione delle complicanze e modelli integrati di presa in carico significa quindi agire contemporaneamente sulla qualità delle cure, sugli esiti di salute e sulla sostenibilità del sistema.

L’obiettivo del Progetto Obesità è contribuire a superare una gestione ancora troppo spesso frammentata, promuovendo percorsi multidisciplinari orientati all’intero continuum della malattia, dalla prevenzione all’intervento precoce fino alla gestione delle complicanze.

«Da oltre mezzo secolo Novo Nordisk è impegnata nella ricerca e nello studio dell’obesità come malattia cronica complessa. Oggi disponiamo di conoscenze sempre più solide sul suo impatto clinico, sociale ed economico  e assistiamo ad una crescente attenzione da parte delle istituzioni. In questo contesto, sostenere un progetto che mette al centro la governance, l’organizzazione dei servizi e la costruzione di percorsi strutturati di presa in carico rappresenta per noi una scelta pienamente coerente con il nostro impegno di favorire una gestione sempre più efficace dell’obesità e delle sue complicanze» conclude il direttore delle Relazioni Istituzionali di Novo Nordisk Italia .

Una sfida che riguarda l’intero sistema salute e che, come emerso dal confronto di Milano, richiederà la collaborazione di istituzioni, professionisti, management sanitario e associazioni dei pazienti. Perché il riconoscimento dell’obesità come malattia rappresenta un punto di partenza. La vera sfida inizia ora.

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