Il dolore cronico è una sofferenza spesso invisibile, ma capace di compromettere profondamente la qualità della vita. Riconoscerlo significa superare i limiti di una medicina concentrata sul sintomo, per costruire percorsi di cura personalizzati, multidisciplinari e accessibili. In questa intervista, il Prof. Paolo Notaro, Direttore della Struttura Complessa di Terapia del Dolore dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, riflette sulle sfide scientifiche, tecnologiche e organizzative della Terapia del Dolore e sulla necessità di trasformare il diritto alla cura in una responsabilità concreta del sistema sanitario. Professore, il Forum Sistema Salute 2026 parla di un futuro della sanità che non va semplicemente immaginato, ma costruito e “abitato”. Perché oggi è così importante dedicare uno spazio al dolore invisibile, quello che non si vede su una radiografia e spesso non si riesce nemmeno a spiegare con le parole? Perché ciò che la [continua a leggere]

Il futuro dell’oncologia non si gioca soltanto nei laboratori, ma anche nella capacità di ripensare il sistema sanitario. Portare le cure più vicino ai pazienti, governare l’innovazione e superare le disuguaglianze nell’accesso alle terapie sono le sfide decisive per una sanità capace di coniugare efficacia clinica e sostenibilità. Ne parliamo con il professor Gianni Amunni, oncologo, coordinatore scientifico ISPRO (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica) e presidente Associazione Periplo, che propone una visione in cui la spesa sanitaria diventa investimento e l’organizzazione delle cure una leva strategica per migliorare la vita delle persone. Il programma del Forum per l’oncologia punta su un passaggio sempre più necessario dall’ospedale al territorio e su dei nuovi modelli di presa in carico oncologica. Dal suo punto di vista, qual è oggi il principale limite del sistema italiano e cosa dovrebbe cambiare [continua a leggere]

Le infezioni sessualmente trasmissibili sono in aumento, soprattutto tra i giovani, ma il rischio più insidioso resta quello di non sapere, di affidarsi a informazioni scorrette o di temere il giudizio altrui. Per la dottoressa Francesca Vichi, specialista in Malattie infettive di Firenze, la prevenzione passa da educazione, scuola e famiglia, da una diagnosi precoce e dall’accesso alle cure. Ma anche dalla capacità di parlare di sessualità senza tabù e pregiudizi. Perché conoscere significa proteggersi e nessuno dovrebbe avere paura di chiedere aiuto. Nel programma della sessione del Forum dedicata alla sessualità consapevole, questa viene collocata a pieno titolo dentro la cultura della prevenzione. Dal suo punto di vista di specialista in malattie infettive, quanto è importante superare l'idea che la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili coincida soltanto con la trasmissione di informazioni sui comportamenti a rischio? Quali elementi di educazione e [continua a leggere]

14 Ottobre 2026

di Paolo Petralia

Direttore Generale AOUI Verona

Pubblichiamo di seguito il contributo firmato da Paolo Petralia, componente del Board Scientifico di CARE+ – di cui fanno parte anche i direttori generali Luca Baldino, Marco Bosio, Antonio Davide Barretta. Le riflessioni che seguono nascono dall'esperienza e dalla visione dell'autore sull'evoluzione del progetto, comprese le considerazioni sugli strumenti di intelligenza artificiale come il SelfTwin, qui presentate come possibile prospettiva di sviluppo futuro del modello CARE+. CARE+: la rivoluzione dell’umanizzazione per una sanità di valore e sostenibile  In un panorama sanitario segnato sempre più dall’invecchiamento della popolazione e dal crescente peso e complessità delle malattie rare, la sfida non è più solo curare la malattia, ma prendersi cura della persona, sempre e soprattutto ancor prima che si ammali. In questa prospettiva nasce CARE+, un'iniziativa per promuovere la trasformazione di alcuni percorsi di assistenza e cura presenti nel nostro Sistema Sanitario Nazionale [continua a leggere]

Quattro anni per dare un nome alla malattia, a volte dieci per un adolescente: nelle malattie rare, il tempo perduto può cambiare una vita. Per Annalisa Scopinaro, presidente di UNIAMO (Federazione italiana malattie rare), la sfida non è soltanto accelerare la diagnosi, ma trasformare l’innovazione in un diritto accessibile a tutti, superando le disuguaglianze territoriali. Al Forum Sistema Salute, la richiesta è chiara: dalle parole alle decisioni, con responsabilità, scadenze e risultati misurabili. Perché nessuna persona rara debba essere lasciata sola a coordinare la propria cura. Il Forum parla di “tempo dell’operatività”: per le persone con una malattia rara, però, il tempo ha un valore ancora più drammatico. Quanto pesa oggi il ritardo diagnostico e quali sono, secondo lei, le prime decisioni concrete che il sistema dovrebbe assumere per accorciare il percorso che porta dal sospetto alla diagnosi? In Europa il tempo [continua a leggere]

Il futuro della sanità non arriverà tutto insieme. Sta già entrando nelle nostre vite, nei dati che produciamo, nelle tecnologie che utilizziamo, nei luoghi in cui ci curiamo e nelle decisioni che siamo chiamati a prendere. La vera domanda, quindi, non è più come immaginare il cambiamento. È come governarlo. È questa la prospettiva che emerge dal programma del Forum Sistema Salute dal titolo “Cantiere del tempo presente”, che si terrà il 28-29 ottobre prossimi alla Manifattura Tabacchi a Firenze. E che guarda già alla stagione 2027 non come semplice appuntamento successivo, ma come tappa di un percorso nel quale il sistema sanitario italiano è chiamato a trasformare ciò che è stato costruito in capacità concreta di cura, innovazione e governo. Per anni la grande sfida è stata costruire. Il PNRR ha accelerato infrastrutture, digitalizzazione, Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, telemedicina, [continua a leggere]

La sanità italiana non ha più bisogno soltanto di nuove idee: ha bisogno di farle funzionare e il futuro non si decide soltanto nei grandi piani di innovazione, ma nella capacità di trasformare idee, tecnologie e investimenti in cure migliori e più umane. Una sfida che Antonio Davide Barretta, Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, legge dalla prospettiva concreta di chi ogni giorno deve far funzionare un grande sistema, dove il futuro passa da una parola semplice e difficile insieme: collaborazione. Tra professionisti, tra ospedale e territorio, tra aziende e tecnologie, perché anche l’intelligenza artificiale abbia un obiettivo preciso: liberare tempo per le persone. Una visione in cui efficienza e sostenibilità non sono il traguardo, ma gli strumenti per restituire valore alla cura. Il Forum sostiene che la sanità italiana sia entrata nel “tempo dell’operatività”: non basta più costruire infrastrutture e introdurre [continua a leggere]

Il Presidente Gianni Amunni: "Un tumore su tre potrebbe essere evitato. Serve una responsabilità collettiva” In occasione di Ottobre Rosa, il mese internazionale dedicato alla salute del seno, Cracking Cancer torna a richiamare l'attenzione sull'importanza della diagnosi precoce, ricordando come la partecipazione ai programmi di screening mammografico resti lo strumento più efficace per tutelare la salute e la vita delle donne. "La prevenzione oncologica rappresenta forse l'azione più efficace e al tempo stesso più dimenticata tra tutte le iniziative che possiamo mettere in campo per ridurre l'incidenza dei tumori", dichiara Gianni Amunni, Presidente di Cracking Cancer. "Eppure i principali organismi internazionali che si occupano di cancro ci dicono che circa il 35% dei tumori che oggi ci circondano potrebbe essere evitato con comportamenti individuali e collettivi corretti. Rovesciando la prospettiva: siamo tutti, in parte, responsabili di un'epidemia che riguarda un tumore [continua a leggere]

Una donna italiana su sette, e oltre una straniera su dieci, ha subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. È il dato che emerge dalla terza Indagine sulla Sicurezza delle donne condotta dall'Istat tra marzo 2025 e gennaio 2026, che per la prima volta analizza in modo sistematico il legame tra la violenza subita nell'infanzia e quella vissuta in età adulta. Secondo l'indagine, il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni — circa 3 milioni di persone — e l'11,4% delle donne straniere della stessa fascia d'età, oltre 244mila, dichiarano di aver subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. Tra le comunità straniere il dato più alto riguarda le donne rifugiate (22,4%), mentre le romene si avvicinano ai livelli delle italiane (14,6%). Entrando nel dettaglio delle forme di violenza, [continua a leggere]

1 Settembre 2026

di Redazione

Il mondo che sarà, e la persona che lo abiterà Il mondo che arriva fa poco rumore. L’intelligenza linguistica è entrata nei dispositivi come l’elettricità è entrata nei muri: nel telefono, nel gestionale, nel termostato della scuola, nel frigorifero dei vaccini, nel referto, nella pratica dell’ufficio, nell’auto. Sta ovunque, in molte taglie, e le sue istanze si parlano, si controllano a vicenda e agiscono. Un ordine parte da un sistema, un secondo lo verifica, un terzo lo esegue, un quarto lo registra. In superficie tutto è tranquillo. Sotto, corre un sistema nervoso. Per capire questo mondo conviene usare un’immagine che abbiamo da sempre, il cervello, con una correzione: quello che si sta formando ha due lobi di natura diversa, e ciò che conta sta nel modo in cui i due si parlano. Chi impara a farli parlare vive nel futuro da [continua a leggere]