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Pubblichiamo di seguito il contributo firmato da Paolo Petralia, componente del Board Scientifico di CARE+ – di cui fanno parte anche i direttori generali Luca Baldino, Marco Bosio, Antonio Davide Barretta. Le riflessioni che seguono nascono dall’esperienza e dalla visione dell’autore sull’evoluzione del progetto, comprese le considerazioni sugli strumenti di intelligenza artificiale come il SelfTwin, qui presentate come possibile prospettiva di sviluppo futuro del modello CARE+.

CARE+: la rivoluzione dell’umanizzazione per una sanità di valore e sostenibile 

In un panorama sanitario segnato sempre più dall’invecchiamento della popolazione e dal crescente peso e complessità delle malattie rare, la sfida non è più solo curare la malattia, ma prendersi cura della persona, sempre e soprattutto ancor prima che si ammali.

In questa prospettiva nasce CARE+, un’iniziativa per promuovere la trasformazione di alcuni percorsi di assistenza e cura presenti nel nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN) in vere e proprie strategie di salute.

Dalla “Cura” al “Prendersi Cura”: una visione olistica

Il cuore del progetto CARE+ è l’umanizzazione delle cure quale driver per coniugare l’efficienza con la qualità di vita e la sostenibilità del sistema. Il progetto si fonda sull’implementazione del “curare” (to cure), focalizzato solo sull’atto clinico, anche con il “prendersi cura” (to care), che assume il paziente nella sua interezza fisica, emotiva e sociale. Questa visione si traduce nell’integrazione della dimensione umana nei percorsi di cura ed assistenza, trasformandoli in strumenti vivi capaci di migliorare gli esiti clinici, la qualità della vita dei pazienti ed il benessere degli operatori, ma insieme anche di tenere la sostenibilità del sistema stressato da maggiori richieste e maggior costi. La relazione tra operatori sanitari, pazienti e care givers diventa quindi il centro focale dell’eco sistema di salute che il nostro SSN deve poter continuare a garantire.

Valore e Intelligenza Aumentata

CARE+ propone un modello operativo innovativo denominato Human & Value Based Change, che punta alla valorizzazione del capitale umano e degli esiti di salute, ponendo al centro del sistema la persona. L’innovazione tecnologica gioca un ruolo chiave nel modello con l’adozione in particolare dell’Intelligenza Artificiale Dialogica ed Empatica. L’obiettivo è creare una intelligenza aumentata che supporti il professionista sanitario, aiutandolo così a liberare tempo prezioso da dedicare alla relazione diretta con il paziente. Per ottimizzare i processi, il modello prevede l’uso di strumenti digitali avanzati come il SelfTwin, un gemello sintetico cognitivo progettato per agire come una controparte dialogante che incarna fedelmente il modo di pensare, i valori, le conoscenze e lo stile di ragionamento di un soggetto reale. A differenza dei tradizionali gemelli digitali che replicano oggetti o processi fisici, il selftwin si concentra esclusivamente sulla dimensione cognitiva e decisionale. Soprattutto, permette l’esplorazione degli scenari: viene utilizzato come uno specchio cognitivo per simulare decisioni e provare contesti futuri prima di applicarli nella realtà.

Sperimentazione sul campo

Il modello CARE + intende essere sperimentato in alcuni centri sanitari d’eccellenza italiani, reingegnerizzando, in prospettiva multidisciplinare, il percorso del paziente con fibrosi polmonare. L’innovazione considera infatti anche il modo in cui il farmaco viene inserito nel percorso di cura per sprigionare la massima efficacia e sostenibilità. Per questo motivo, CARE+ prevede un modello di collaborazione pubblico-privato in cui anche l’industria del farmaco partecipa attivamente all’evoluzione della tradizionale relazione fornitore-SSN, puntando ad una vera e propria partnership che generi valore attraverso un approccio integrato e multidimensionale.

Governance e misurazione 

L’affidabilità di CARE+ è garantita da un Board Strategico composto da vertici di alcune Aziende Sanitarie. Questo organismo valida la visione manageriale e assicura che il progetto risponda alle reali priorità delle strutture ospedaliere e territoriali, garantendo replicabilità e scalabilità a livello nazionale. Per dimostrare la sua oggettività e l’efficacia del cambiamento, il progetto adotta un sistema di misurazione multidimensionale che include Il rapporto tra il tempo dedicato all’assistenza diretta e quello speso in compiti burocratici, la riduzione del burnout del personale, il miglioramento del clima interno aziendale.

Integrato in una rete nazionale

Il Modello CARE+ si connette concettualmente e si integra con alcuni percorsi di rilievo nazionale, come Grandi Ospedali e il FORUM Sistema Salute. Il livello culturale più significativo di questa traiettoria è rappresentato dal Manifesto CARE+, un documento che descrive i punti cardine per inserire anche questo modello in un programma concreto di cambiamento per il nostro SSN. Il modello aspira a diventare un modello replicabile e adattabile a diversi contesti, proponendo una sanità dove tecnologia e organizzazione siano finalmente al servizio della persona, rendendo il sistema più sostenibile, efficiente e umano