
La medicina di laboratorio è una delle colonne portanti della sanità moderna: silenziosa ma essenziale, accompagna ogni giorno diagnosi, terapie e decisioni cliniche che
Incidono concretamente sulla salute dei cittadini. In Lombardia, il lavoro svolto dal Centro Regionale di Coordinamento della Medicina di Laboratorio rappresenta oggi un modello di eccellenza riconosciuto anche a livello europeo, grazie a un sistema avanzato di controllo qualità, innovazione tecnologica e governance dei dati sanitari. Diretto
dalla professoressa Sabrina Buoro, il Centro ha saputo evolversi da semplice organismo di valutazione a vera infrastruttura strategica per il sistema sanitario regionale, capace di garantire standard elevati, uniformità diagnostica e sicurezza delle cure. Dalla
gestione delle emergenze sanitarie allo sviluppo della medicina di precisione, passando per digitalizzazione, interoperabilità e intelligenza artificiale, il laboratorio clinico si conferma sempre più protagonista della sanità del futuro. In questa intervista, la professoressa Buoro racconta il percorso che ha reso la Lombardia un punto di riferimento nazionale nella qualità diagnostica e spiega perché investire nella medicina di laboratorio significa investire direttamente nella qualità delle cure e nella sostenibilità del sistema sanitario.
Il Centro che lei dirige rappresenta un modello unico di coordinamento regionale della medicina di laboratorio: quali sono oggi gli standard di qualità che fanno della Lombardia un riferimento nazionale in questo ambito?
Il Centro Regionale di Coordinamento della Medicina di Laboratorio nasce nel 2011 per dare attuazione all’Accordo Stato-Regioni del 23 marzo 2011, che ha definito la necessità per le Regioni di garantire la partecipazione dei Servizi di Medicina di Laboratorio ai programmi di Valutazione Esterna della Qualità (VEQ), individuando anche le caratteristiche dei provider VEQ e l’esigenza di sistemi regionali capaci di misurare concretamente la qualità delle prestazioni diagnostiche. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Valutazione Esterna della Qualità rappresenta un sistema di verifica oggettiva dei risultati di laboratorio effettuato da un ente terzo indipendente, con l’obiettivo di garantire nel tempo l’affidabilità diagnostica e la comparabilità interlaboratorio dei risultati. Nel tempo, il Centro si è evoluto da semplice provider VEQ a vera infrastruttura regionale di coordinamento della Medicina di Laboratorio. Oggi rappresenta un modello avanzato, capace di integrare qualità diagnostica, monitoraggio delle prestazioni, supporto alla programmazione sanitaria e innovazione tecnologica.
Attualmente il Centro eroga a circa 300 Servizi di Medicina di Laboratorio, sia lombardi sia appartenenti ad altre Regioni, oltre 60 programmi di VEQ, inclusi programmi specialistici e sperimentali ad alta complessità, che spaziano dalla Biochimica Clinica, Ematologia e Microbiologia fino alla Tossicologia, Anatomia Patologica, Genetica Medica e diagnostica molecolare avanzata con tecnologie Next Generation Sequencing (NGS), con circa 400.000 controlli annui eseguiti. Questo colloca il modello lombardo tra le realtà europee maggiormente strutturate e avanzate nel settore della qualità in Medicina di Laboratorio. Dal 2022 il Centro è full member di EQALM, l’associazione europea dei provider di VEQ, ed è accreditato secondo la norma internazionale ISO 17043 da Accredia. La Regione Lombardia, attraverso il Centro, ha inoltre sviluppato un sistema integrato di monitoraggio che comprende: qualità analitica delle prestazioni, tempi di refertazione, volumi di attività; assetti organizzativi dei laboratori, appropriatezza e standard di rete.
Negli ultimi anni, inoltre, il Centro ha rafforzato il proprio ruolo culturale e formativo, promuovendo webinar, percorsi di aggiornamento e progetti sperimentali per sostenere l’evoluzione professionale degli operatori della Medicina di Laboratorio, anche attraverso collaborazioni nazionali ed europee. Il Centro inoltre rende disponibili strumenti informativi e di supporto online dedicati ai professionisti che operano nei laboratori clinici.
Il vostro lavoro agisce “dietro le quinte” ma incide direttamente sulla sicurezza e sull’efficacia delle cure: quanto conta avere processi di laboratorio uniformi e controllati per garantire ai cittadini diagnosi affidabili e tempestive?
Le attività del Centro operano infatti prevalentemente “dietro le quinte”, ma hanno un impatto fondamentale su qualità, sicurezza e appropriatezza dell’assistenza sanitaria. È importante ricordare che la Medicina di Laboratorio rappresenta una risorsa strategica del Servizio Sanitario: si stima infatti che oltre il 70% delle decisioni cliniche sia supportato da dati prodotti dalla Medicina di Laboratorio. Per questo motivo, qualità, standardizzazione e uniformità dei processi non rappresentano soltanto requisiti tecnici, ma costituiscono una garanzia concreta di sicurezza per il cittadino e di sostenibilità per il sistema sanitario. Uniformità e standardizzazione consentono inoltre di garantire la confrontabilità dei risultati diagnostici indipendentemente dal laboratorio che esegue l’esame, assicurando equità di accesso e affidabilità clinica su tutto il territorio regionale. Misurare significa promuovere il miglioramento continuo: in assenza di dati strutturati e comparabili non è possibile programmare in modo efficace, individuare criticità o garantire standard omogenei di qualità. Il ruolo del Centro è proprio quello di garantire una sorveglianza continua e indipendente sulla qualità delle prestazioni erogate dai Servizi di Medicina di Laboratorio, attraverso programmi VEQ, sistemi di monitoraggio e indicatori regionali condivisi. Si tratta di attività spesso poco visibili ai cittadini, ma fondamentali per assicurare diagnosi affidabili, appropriate e tempestive, contribuendo direttamente alla qualità delle cure e alla sostenibilità del sistema sanitario.
Uno degli aspetti più avanzati del vostro Centro è il supporto alla programmazione sanitaria regionale attraverso l’analisi dei dati: in che modo la medicina di laboratorio sta diventando sempre più uno strumento strategico per governare la sanità del futuro?
La Medicina di Laboratorio sta vivendo una trasformazione profonda ed è destinata a diventare una delle principali fonti informative e decisionali della sanità del futuro. Oggi il laboratorio non produce semplicemente esami, ma dati clinici digitali, strutturati e interoperabili, ad alto valore strategico, che supportano la diagnosi, i percorsi terapeutici, il monitoraggio epidemiologico e la programmazione sanitaria. Questa evoluzione è resa possibile anche da quattro grandi direttrici di innovazione: le applicazioni della digital pathology; le tecnologie genomiche e “omiche” per la medicina di precisione; l’assistenza territoriale con diagnostica decentrata attraverso i Point of Care Testing (POCT); l’intelligenza artificiale applicata ai dati clinici e diagnostici.
Alla base di questa evoluzione vi sono interoperabilità, connettività, armonizzazione e standardizzazione dei sistemi informativi. In questo ambito la Medicina di Laboratorio rappresenta oggi uno dei settori più avanzati del Servizio Sanitario. Il Centro partecipa attivamente a questo processo, contribuendo ai principali progetti regionali di innovazione digitale e organizzativa per la parte di competenza.
L’obiettivo è costruire una rete diagnostica sempre più integrata, capace di migliorare appropriatezza, sostenibilità e personalizzazione delle cure, utilizzando anche le potenzialità dell’intelligenza artificiale per supportare il dialogo continuo tra laboratorio e clinica.
Durante le emergenze sanitarie, il coordinamento dei laboratori diventa cruciale. Quali insegnamenti avete tratto dalle recenti esperienze regionali e quali competenze distintive ha dimostrato la rete lombarda in quei momenti?
Le recenti emergenze sanitarie hanno dimostrato che la capacità di risposta del sistema sanitario non si costruisce nell’emergenza, ma attraverso reti organizzate, sistemi informativi interoperabili, standard condivisi e relazioni professionali consolidate. La Lombardia ha potuto contare su una rete di Servizi di Medicina di Laboratorio caratterizzata da elevate competenze professionali e organizzative e, attraverso il Centro, su canali di comunicazione diretti con i laboratori e su un sistema regionale capace di raccogliere e monitorare rapidamente i dati di attività e qualità. Durante la pandemia COVID-19 e nelle attività correlate al PANFLU, il Centro ha svolto un ruolo di raccordo tecnico-scientifico e operativo, contribuendo: alla diffusione capillare delle procedure, al supporto continuo ai laboratori, al monitoraggio delle attività, alla gestione dei flussi informativi regionali per la parte di competenza. Inoltre, la pandemia ha evidenziato il valore strategico della rete laboratoristica regionale quale infrastruttura essenziale di sanità pubblica. Uno degli insegnamenti più importanti è che qualità, interoperabilità e governance dei dati rappresentano strumenti fondamentali non solo per la gestione ordinaria, ma anche per garantire resilienza ed efficacia del sistema sanitario nelle situazioni di emergenza.
Il Niguarda è spesso associato all’eccellenza clinica e tecnologica: quali innovazioni o progetti ritiene possano diventare nei prossimi anni un modello replicabile anche per altre regioni italiane o a livello europeo?
Credo che il valore più innovativo dell’esperienza lombarda non sia rappresentato da un singolo progetto, ma dalla costruzione di un modello integrato di governance della Medicina di Laboratorio. Tra i progetti più significativi c’è certamente il potenziamento della rete digitale regionale dei laboratori, con l’integrazione dell’Order Manager regionale, il percorso regionale di armonizzazione del referto, propedeutico allo sviluppo del referto strutturato e all’integrazione nel Fascicolo Sanitario Elettronico, nonché i sistemi di interoperabilità tra piattaforme diagnostiche e sistemi informativi. Un altro elemento distintivo riguarda l’evoluzione dei programmi VEQ, oggi sempre più orientati non solo alla verifica della qualità analitica, ma anche alla crescita culturale e professionale degli operatori, quale supporto allo sviluppo della Medicina di Laboratorio del futuro, inclusa la genomica avanzata e la diagnostica molecolare di ultima generazione con tecnologie NGS. Particolarmente strategico, inoltre, sarà lo sviluppo del portale regionale del Centro, concepito non solo come piattaforma tecnica, ma come luogo permanente di relazione, aggiornamento e crescita culturale per professionisti, istituzioni e laboratori. Il vero elemento replicabile è proprio questo: un sistema nel quale il laboratorio non è considerato un semplice servizio diagnostico, ma una componente strategica del governo sanitario, capace di generare dati, qualità, appropriatezza e innovazione a supporto delle decisioni cliniche e organizzative. In prospettiva europea, modelli di questo tipo saranno sempre più centrali per garantire sostenibilità, medicina di precisione e continuità delle cure.















