
Surfare lo tsunami
Venti cantieri formativi nella sanità pubblica italiana, da Alessandria a Trapani: più di 2.000 persone al lavoro sulla qualità decisiva del nostro tempo.
Un gran lavoro. Venti cantieri formativi sul cambiamento in sanità, più di 2.000 persone della sanità pubblica italiana coinvolte: dirigenti, professionisti, operatori. Tutti. Perché la postura attiva al cambiamento — la capacità di abitarlo invece di subirlo — sarà la qualità decisiva per vivere bene in un mondo che muta impetuosamente sotto la spinta dell'intelligenza artificiale e, con lei, di tutto il sapere umano, della tecnologia, della società.
L'ondata è in atto. Lo tsunami, per usare una parola onesta, è già qui. E con questo dobbiamo fare i conti — per viverlo con soddisfazione. Con la gioia, persino, della scoperta e dell'invenzione.
Giorgio Parisi, 77 anni, premio Nobel per la fisica, ha appena pubblicato insieme a Francesco Zamponi della Sapienza la dimostrazione di un'identità matematica sui materiali complessi, ottenuta dialogando con Claude, un'intelligenza artificiale commerciale. Il modello ha derivato la prova in modo essenzialmente autonomo; gli scienziati l'hanno verificata riga per riga, hanno segnalato le incongruenze e il modello le ha corrette. È uno dei primi esempi al mondo di scoperta scientifica nata dal dialogo tra mente umana e macchina. Cosa significa? Significa che saper lavorare con l'AI ci permette di scoprire e inventare mondi e possibilità oggi ancora nascosti. Scoperte con impatti profondi: farmaci personalizzati, nuove cure, nuovi materiali, nuovi modi di prevenire le malattie, di studiare, di apprendere, di socializzare.
Il futuro sarà profondamente diverso da quello che potevamo riconoscere dieci, venti, cinquant'anni fa. Chi avesse guardato avanti con lucidità in quegli anni avrebbe potuto intuire la direzione. Sarà assai più arduo riuscirci per i prossimi dieci. E la questione va oltre le tecnologie in sé: riguarda il modo in cui queste tecnologie cambieranno in profondità la società — le sue istituzioni, i suoi valori, i suoi equilibri.
Quindi si tratta di molto più che sapere cosa è l'AI, di come si costruisce un prompt o di imparare a usare ChatGPT. Si tratta di imparare a fare il surf sullo tsunami. E di farlo con la cognizione del senso — dell'umanità, del pianeta in cui questa umanità vive.
L'intelligenza dialogica: pensare insieme alle macchine
Nei venti cantieri si lavora con un metodo preciso, che ha un nome: intelligenza dialogica. È l'idea — semplice da enunciare, profonda da praticare — che il valore nasca nel dialogo: tra le persone, tra le persone e le macchine, tra le organizzazioni e il loro futuro. L'AI smette di essere un oracolo da interrogare e diventa un interlocutore con cui pensare. Il pensiero, esercitato in forma dialogica, si moltiplica: genera domande migliori, esplora alternative, mette alla prova le convinzioni, fa emergere ciò che restava implicito.
È un cambio di postura prima ancora che di strumento. La dimostrazione di Parisi e Zamponi ne è la prova vivente: la scoperta è nata dal dialogo, con la verifica e la responsabilità saldamente umane.
Chi dialoga, governa.
Chi delega soltanto, subisce.
Parisi & Zamponi, «A proof of an identity for the critical exponents of jamming», giugno 2026: il modello deriva la prova, gli scienziati verificano e segnalano, il modello corregge.
I selftwin: gemelli cognitivi con etica e compliance by design
Il secondo asse del lavoro è una tecnologia concettuale e operativa insieme: i selftwin. Gemelli sintetici — di popolazioni, di gruppi, di persone, di processi, di intere organizzazioni — costruiti con un DNA cognitivo esplicito: valori, conoscenze, stili di ragionamento, vincoli, sensibilità. E con un'etica e una compliance by design: i principi etici e le regole di conformità sono scritti dentro l'architettura fin dal primo giorno, parte integrante del progetto e mai verniciatura aggiunta alla fine.
Detto in parole semplici: sono modelli dichiaratamente sintetici, costruiti su conoscenze esplicite e condivise, con la riservatezza delle persone reali come vincolo di progetto. E in ogni passaggio la decisione resta dove deve restare: nelle mani delle persone.
Cosa permettono di fare? Cose finora impensabili nella formazione e nel governo del cambiamento:
Selftwin di popolazione — esplorare come una comunità di pazienti, cittadini o professionisti potrebbe rispondere a una riorganizzazione, a una campagna di prevenzione, a un nuovo percorso di cura, prima di metterli in atto, riducendo errori e costi umani.
Selftwin di gruppo e di persona — allenarsi al confronto con stakeholder difficili, sperimentare decisioni delicate, esplorare punti di vista lontani dal proprio: in un ambiente sicuro, dove l'errore diventa apprendimento.
Selftwin di processo e di organizzazione — dare all'azienda sanitaria uno specchio cognitivo di sé stessa, capace di mostrare come pensa, dove si blocca, quali valori pratica davvero e quali soltanto dichiara.
Il gemello sintetico restituisce alle persone e alle organizzazioni qualcosa di prezioso: la possibilità di provare il futuro prima di abitarlo.
Una community di pratica: la leva di sviluppo
Venti aziende del Servizio Sanitario Nazionale — laboratori da Alessandria a Trapani — stanno lavorando su questo, adesso. Per capire la natura delle questioni alla radice. Per saper governare il cambiamento, oltre che gestirlo.
Sono all'inizio. Ma insieme stanno già facendo qualcosa che vale quanto i contenuti stessi della formazione: stanno costruendo una community di pratica sul cambiamento. Una rete viva di apprendimento tra pari, in cui le scoperte di un'aula di Trapani arrivano in un reparto di Alessandria, gli errori diventano patrimonio comune e i metodi si raffinano per attrito reciproco. La community è la vera leva di sviluppo: trasforma venti esperienze locali in un sapere nazionale, e prepara capacità destinate a fare scuola ben oltre i confini del Paese.
Perché il cambiamento, quando è governato così — con intelligenza dialogica, con gemelli cognitivi etici, con una comunità che apprende — diventa ciò che è sempre stato nei momenti migliori della storia umana: un'occasione di civiltà. Con la persona, sempre, come fine.
Buon lavoro.
Qui in Koncept, un gruppo di comunicatori, ingegneri e formatori accompagna i venti cantieri a distanza e sul campo: in ogni aula, formatori, tutor ed esperti supportano le persone che lavorano, studiano, apprendono — dentro la complessità, insieme alla complessità.
Legenda animata della copertina
Ogni elemento dell'immagine che apre questo articolo racconta una parte della storia. Eccoli, uno per uno, con il loro significato.
L'onda
Il cambiamento in atto: vasto, impetuoso, già qui. Si governa, oltre che gestirlo.
Il surfista
La postura attiva: chi abita l'onda invece di subirla. In equilibrio, mai fermo.
La rete di nodi
Il DNA cognitivo dentro l'onda — e la community di pratica che apprende, nodo per nodo.
L'alba
Il cambiamento come occasione di civiltà: la luce cresce mentre l'onda avanza.
Gli spruzzi
Le scoperte: ciò che il dialogo con le macchine libera nell'aria, ogni giorno.
La tavola
Il metodo: ciò che trasforma l'onda in spinta. Intelligenza dialogica, selftwin, community.















