Front view of Ospedale S. Spirito hospital building with three flagpoles and green shutters in a sunny scene.
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Con la firma del decreto da parte del Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Piemonte ottiene per la prima volta nella sua storia un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) pubblico. La struttura riconosciuta è l’Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, che entra nella rete nazionale degli IRCCS nell’area tematica Cardiologia-Pneumologia. Un traguardo che corona un percorso avviato ufficialmente nel 2019 e che trasforma la tragedia dell’amianto di Casale Monferrato in patrimonio scientifico di rilevanza europea.

Un percorso lungo e trasversale

Il progetto ha coinvolto Ministero della Salute, Regione Piemonte, AOU di Alessandria, DAIRI, Università del Piemonte Orientale, ASL AL, professionisti sanitari, amministratori locali e rappresentanti del territorio, superando le appartenenze politiche attorno a un obiettivo condiviso. Fu nel 2017 che l’assessore Riboldi, allora consigliere provinciale, depositò il primo ordine del giorno a sostegno dell’istituzione di un IRCCS in provincia di Alessandria.

«Oggi siamo davanti a un risultato importante per la Regione Piemonte, ma direi per la sanità italiana tutta che si arricchisce di un’altra eccellenza. Gli IRCCS sono, infatti, strutture di primo piano del sistema sanitario nazionale e gli straordinari risultati delle attività di ricerca raggiunti ogni anno con cure e nuove terapie in queste realtà rappresentano la vera speranza per la salute di milioni di italiani.»

Orazio Schillaci, Ministro della Salute

«La firma del decreto da parte del Ministro Schillaci rappresenta una giornata storica per il Piemonte. Con il riconoscimento dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale la nostra Regione entra per la prima volta nella rete degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblici, dotandosi di un presidio di eccellenza destinato a rafforzare la ricerca, l’innovazione e la qualità delle cure. È il risultato di un percorso lungo e complesso che abbiamo sostenuto con convinzione, nella consapevolezza che investire nella ricerca significhi investire nel futuro della sanità pubblica. Questo riconoscimento premia il lavoro di professionisti, ricercatori, università e istituzioni che hanno saputo costruire un progetto credibile e autorevole, capace di ottenere il riconoscimento nazionale. L’IRCCS pubblico Alessandria-Casale non sarà soltanto un patrimonio del territorio alessandrino, ma un’infrastruttura di ricerca al servizio di tutto il Piemonte, grazie anche alla rete costruita dal DAIRI con le aziende sanitarie regionali e ai rapporti con il sistema universitario. Una struttura in grado di attrarre competenze, progetti, investimenti e opportunità di sviluppo scientifico, con benefici concreti per i pazienti e per l’intero sistema sanitario regionale.»

Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte

Dalla tragedia dell’amianto all’eccellenza scientifica

Casale Monferrato è il territorio simbolo della lotta contro l’amianto e delle patologie asbesto-correlate. Da quella tragedia è nata nel tempo una concentrazione di competenze scientifiche che oggi trova il massimo riconoscimento nazionale: la Banca Biologica del Mesotelioma Maligno — una delle più importanti collezioni europee del settore — e il Centro regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto, entrambi incardinati nel DAIRI.

«Questo riconoscimento ha per me un significato particolare. Già nel 2017, da consigliere provinciale, avevo presentato un ordine del giorno per sostenere l’istituzione di un IRCCS in provincia di Alessandria, convinto che questo territorio, e Casale Monferrato in particolare, avessero tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento nazionale nella ricerca e nella cura. Da allora, come assessore provinciale, sindaco di Casale Monferrato e oggi assessore regionale alla Sanità, ho continuato a credere in questo progetto. Le radici dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale affondano nella storia di un territorio che ha conosciuto il dramma dell’amianto e del mesotelioma, ma che da quella ferita ha saputo generare ricerca, competenze e innovazione. Oggi quel patrimonio riceve il riconoscimento che merita e si trasforma in una risorsa a disposizione dell’intero Paese. Questo risultato è stato possibile grazie a un sostegno ampio e trasversale che ha coinvolto istituzioni, amministrazioni locali, università, professionisti e rappresentanti di ogni appartenenza politica. È una vittoria del territorio e della sua capacità di fare squadra attorno a un obiettivo comune. Un ringraziamento particolare va ad Antonio Maconi, che ha guidato con competenza, tenacia e visione questo percorso, ai professionisti dell’AOU di Alessandria e a quelli di Casale Monferrato e dell’Asl AL, all’Università del Piemonte Orientale e a tutti coloro che hanno contribuito a trasformare un progetto ambizioso in una realtà che oggi entra nella storia della sanità piemontese, consapevoli di essere di fronte a un punto di partenza e non di arrivo.»

Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte

Il modello DAIRI

Il Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI) è la struttura portante del nuovo IRCCS. Istituito dalla Regione come supporto per l’organizzazione della ricerca sanitaria e biomedica nelle aziende piemontesi, ha costruito negli anni una rete che abbraccia l’intero sistema sanitario regionale. Attraverso il DAIRI-R, questa capacità verrà estesa a tutto il Piemonte, connettendolo alla rete ministeriale degli IRCCS.

«La firma del Ministro Schillaci sul decreto che riconosce l’IRCCS è una svolta straordinaria che riconosce e rilancia il percorso avviato quindici anni fa con la costruzione di un grande dipartimento della ricerca integrato con l’assistenza, il DAIRI, oggi considerato un modello da molte istituzioni nel proprio percorso verso il riconoscimento IRCCS. La tragedia dell’amianto a Casale Monferrato è stata la spinta decisiva. La richiesta del territorio ci ha imposto una responsabilità scientifica che abbiamo cercato di onorare ogni giorno. Lungo questo percorso abbiamo avuto il sostegno di molte persone, e sono grato a ciascuno, ma un riconoscimento particolare va a Federico Riboldi: in questi quindici anni il suo contributo politico e istituzionale è stato determinante. Essere tra i pochissimi IRCCS policlinici in Italia significa diagnosi più precoci, accesso a sperimentazioni cliniche e percorsi specializzati disponibili vicino a casa, anche grazie a personale altamente specializzato del DAIRI, sia ospedaliero che universitario. Attraverso il DAIRI-R estenderemo questa capacità a tutto il sistema sanitario regionale, connettendo il Piemonte alla rete ministeriale degli IRCCS.»

Antonio Maconi, Commissario straordinario IRCCS e direttore DAIRI

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