
Com’è nata l’idea di “Dalla parte di noi donne”? Quale esigenza o riflessione vi ha spinto a dare vita a un’iniziativa così capillare e inclusiva?
“Dalla parte di noi donne” nasce da un ascolto attento della realtà: in Italia ancora troppe donne non hanno accesso regolare alla prevenzione ginecologica, e molte vivono disagio, soffrono della mancanza di informazioni affidabili o di difficoltà pratiche nel prendersi cura della propria salute intima. L’idea è maturata proprio da qui: dalla volontà di rendere la prevenzione facile, vicina e accogliente, creando un progetto ampio e inclusivo che potesse raggiungere donne di età, regioni e condizioni diverse.
È un’iniziativa pensata per offrire un’opportunità concreta, ma anche per dare voce a un bisogno spesso non espresso: sentirsi accompagnate e avere accesso a strumenti di salute realmente alla portata di tutte.”
Qual è il messaggio principale che volete trasmettere alle donne italiane attraverso questo progetto? In che modo pensate possa contribuire a cambiare la percezione della prevenzione ginecologica?
“Il messaggio che vogliamo condividere è semplice e potente: la prevenzione è un gesto di cura verso sé stesse, non un obbligo o un tabù.
Vogliamo aiutare le donne a superare la percezione della visita ginecologica come qualcosa di “scomodo”, “superfluo” o legato solo a un problema, trasformandola invece in un appuntamento naturale e consapevole nella vita adulta.
Attraverso informazioni chiare, un linguaggio non giudicante e la vicinanza dei professionisti coinvolti, il progetto dimostra che la salute ginecologica può essere affrontata con serenità, normalità e autodeterminazione.”
Molte donne tendono a rimandare la visita ginecologica. Perché, secondo lei, accade ancora oggi? E come può un’iniziativa come questa aiutare a superare barriere culturali o pratiche?
“Succede, a mio parere, per motivi diversi: mancanza di tempo, difficoltà ad accedere ai servizi, imbarazzo, pregiudizi culturali, oppure semplicemente l’errata convinzione “se sto bene non serve”.
Un’iniziativa come questa aiuta perché abbassa le barriere, sia pratiche sia emotive: offre visite gratuite, crea un contesto accogliente, promuove informazione affidabile e mette a disposizione figure professionali che ascoltano e guidano senza giudicare.
Quando la prevenzione diventa vicina, semplice e rispettosa, diventa anche più facile occuparsene.”
Che tipo di impatto sperate di avere sulle abitudini di prevenzione a lungo termine? L’obiettivo è solo offrire visite gratuite o anche generare un cambiamento duraturo nella consapevolezza?
“Le visite gratuite sono il punto di partenza, non il punto d’arrivo.
L’obiettivo vero è generare un cambiamento culturale stabile: abituare le donne a considerare la prevenzione come una parte naturale della loro routine di salute.
Ci auguriamo che chi partecipa non solo usufruisca della visita, ma acquisisca consapevolezza, capisca l’importanza del monitoraggio regolare e senta di avere gli strumenti per continuare a prendersi cura di sé nel tempo.”
Il progetto ha il patrocinio di enti autorevoli come AGUI, Fondazione Onda, Donne Protagoniste in Sanità e Federfarma. Cosa ha significato costruire una rete così ampia di partner pubblici e privati? E quanto è importante la sinergia tra medici, ASL e aziende farmaceutiche per la salute femminile?
“Costruire questa rete ha significato dare solidità e credibilità al progetto, perché la salute delle donne è un tema che non può essere affrontato da un solo attore.
La collaborazione tra enti scientifici, istituzioni sanitarie, professionisti e aziende permette di arrivare più lontano, in modo più capillare, e con messaggi autorevoli e condivisi. Voglio sottolineare la grande disponibilità dimostrata nell’ospitare questa iniziativa da parte delle aziende sanitarie aderenti
La sinergia è fondamentale: quando competenze diverse si incontrano, la prevenzione diventa più efficace, più coordinata e soprattutto più accessibile.”
Il coinvolgimento delle farmacie come punto di informazione offre un contatto diretto con le donne sul territorio. Qual è il ruolo che le farmacie stanno giocando in questo percorso di sensibilizzazione?
“Le farmacie sono un presidio di prossimità, un luogo quotidiano in cui le donne si sentono accolte e ascoltate.
Il loro ruolo in questo progetto è duplice: informazione e orientamento.
Grazie ai farmacisti, il messaggio della prevenzione arriva direttamente alle persone, senza filtri. Ogni donna può ricevere consigli, chiarimenti e indicazioni pratiche su come e dove prenotare una visita, trasformando un gesto semplice — entrare in farmacia — in un primo passo concreto verso la cura di sé.”
Alfasigma sostiene da tempo progetti legati al benessere femminile. In che modo “Dalla parte di noi donne” si inserisce nella più ampia visione di responsabilità sociale e di salute promossa dall’azienda?
“Il progetto rappresenta la naturale evoluzione dell’impegno dell’azienda verso la salute femminile.
Per Alfasigma, responsabilità sociale significa mettere competenze, risorse e presenza sul territorio al servizio delle persone, sostenendo azioni che producano un beneficio reale.
“Dalla parte di noi donne” incarna questa visione: non solo un’iniziativa di supporto alla prevenzione, ma un contributo concreto alla costruzione di una cultura della salute più consapevole.”
I cosmetici Meclon sono un riferimento nella salute intima. Come si integra questo progetto con l’impegno continuo nel promuovere attenzione alla salute e consapevolezza anche attraverso prodotti come Meclon Lenex e Meclon Intima?”
“Il progetto e i prodotti convivono in modo complementare.
Da un lato, i cosmetici dedicati al benessere intimo esterno aiutano le donne a prendersi cura di sé nella vita di tutti i giorni.
Dall’altro, l’iniziativa amplia lo sguardo, offrendo informazione, ascolto e opportunità di visita specialistica.
Insieme contribuiscono a un obiettivo comune: mettere la salute intima al centro, con approccio scientifico, rispetto e attenzione alle esigenze reali delle donne.”
C’è l’intenzione di proseguire o ampliare l’iniziativa dopo questa prima fase? Quali sono i risultati fino ad ora?
“L’intenzione è certamente quella di proseguire, consolidare e ampliare il progetto.
L’adesione registrata finora, l’interesse da parte delle donne e la collaborazione dei professionisti coinvolti mostrano chiaramente che esiste un bisogno reale.
I primi risultati indicano un forte coinvolgimento e un aumento significativo delle richieste di informazioni e prenotazioni: segnali che ci incoraggiano a guardare avanti e a rendere questa iniziativa un appuntamento stabile.”
Da quando è nato “Dalla parte di noi donne” ha raggiunto 49 città in tutta Italia e coinvolto 90 clinici e 90 ostetriche, ma soprattutto ha offerto a oltre duemila donne un’importante atto di prevenzione ginecologica.”
Se dovesse riassumere “Dalla parte di noi donne” in una frase, quale sarebbe? Cosa spera che resti nella mente — e nel cuore — delle donne che parteciperanno?
“Una frase sola? “La prevenzione è un gesto di amore verso se stesse.”
Speriamo che le donne portino con sé la consapevolezza di meritare tempo, ascolto e cura, e che la salute intima non è mai un tema da rimandare, ma una parte preziosa del proprio benessere quotidiano.”
In collaborazione con Alfasigma















