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Oggi nell’odierna riunione del gruppo di ricerca abbiamo approfondito le proposte di modifica dell’iAct recentemente varato.

Ho ragionato nello stesso modo con il quale ragioniamo per approvare un farmaco, il farmaco si verifica e si approva prima di entrare nelle farmacie, perchè il software di iA può essere verificato solo nel risultato?

Qui nasce il problema, gli sviluppatori viaggiano sempre più velocemente dei giuristi e non c’è partita, l’unica soluzione è la creazione di sandbox specifiche che permettano di coordinare più attori.

Personalmente ho proposto alcune modifiche :

  1. Inserire un protocollo di verifica e controllo all’origine della creazione dell’applicazione di intelligenza artificiale
  2. Togliere la responsabilità postuma dello sviluppatore ma introdurla in principio
  3. Chiedere la verifica delle scritture dei linguaggi di programmazione ed autorizzarle all’interno del’unione.

Massimiliano Nicolini