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Nel piccolo borgo di Neirone, in Liguria, si sta realizzando un progetto che potrebbe cambiare l’approccio alla salute nelle aree rurali italiane. Con meno di mille abitanti, di cui 365 anziani (il 37% della popolazione totale), questo paese è diventato un laboratorio per affrontare il problema dell’assistenza sanitaria in aree geograficamente svantaggiate.

Il modello e i suoi princìpi

Il progetto “Neirone in Salute” si basa su un’idea semplice ma efficace: invece di costringere i cittadini a spostarsi per ricevere assistenza, è il sistema sanitario che si organizza intorno ai loro bisogni. Paolo Petralia, direttore generale dell’ASL 4 Liguria, ha guidato questa inversione di paradigma.
“Non chiediamo più al cittadino di inseguire le prestazioni sanitarie, ma è il sistema che si organizza intorno ai bisogni individuali”, ha dichiarato Petralia, sottolineando che il modello non richiede risorse aggiuntive ma una riorganizzazione efficiente di quelle esistenti.

Il progetto si articola su cinque elementi fondamentali:

  • La rete comunitaria: coinvolge non solo medici, infermieri e specialisti, ma anche sindaco, parroco e associazioni locali, creando un sistema di supporto che supera la frammentazione dei servizi.
  • Tecnologia integrata: la telemedicina e l’intelligenza artificiale sono utilizzate come strumenti complementari, mantenendo il contatto umano attraverso gli infermieri di comunità.
  • Il Punto Salute: un hub fisico che funge da riferimento concreto e riconoscibile per la popolazione, bilanciando la componente digitale.
  • Ambulatori mobili: i cosiddetti “Gulliver” portano gli specialisti direttamente sul territorio, superando le limitazioni logistiche delle aree interne.
  • Modularità: le diverse componenti del modello possono essere attivate gradualmente, adattandosi alle specificità locali.

Impatti sulla salute e sulla sostenibilità

I primi risultati del progetto mostrano miglioramenti significativi sia per la salute della popolazione che per la sostenibilità del sistema sanitario. L’approccio territoriale ha migliorato l’accesso alle cure per persone che altrimenti avrebbero avuto difficoltà a raggiungere i servizi sanitari.
Si registra una riduzione dei ricoveri impropri e un utilizzo più appropriato dei servizi ospedalieri, con conseguente diminuzione dei costi. La prossimità dei servizi permette interventi precoci sulle patologie croniche, mentre la riorganizzazione dei servizi esistenti si sta dimostrando economicamente sostenibile.
Un aspetto non secondario riguarda il contrasto allo spopolamento: la presenza di servizi sanitari e assistenziali nelle aree interne contribuisce a mantenere vive queste comunità, contrastando l’abbandono dei piccoli centri.
Uno degli elementi distintivi del modello Neirone è il clima di fiducia che si è instaurato nella comunità. La presenza del “Punto Salute” e di personale sanitario familiare alla popolazione ha facilitato l’adesione ai percorsi di cura e prevenzione.
Il coinvolgimento delle istituzioni locali ha creato un senso di appartenenza al progetto che va oltre la semplice erogazione di servizi sanitari. I cittadini percepiscono il modello come proprio, aumentando la compliance e la partecipazione attiva.

Misurazione dei risultati

Per valutare l’efficacia del modello, l’ASL 4 Liguria ha identificato diversi indicatori:

  • Riduzione degli accessi al Pronto Soccorso
  • Diminuzione dei ricoveri ospedalieri
  • Miglioramento dell’aderenza terapeutica
  • Valutazioni della qualità della vita
  • Analisi costi-benefici
  • Accessibilità ai servizi
  • Gradimento degli utenti

Questi indicatori, monitorati nel tempo, stanno fornendo dati concreti sull’impatto del modello in termini sanitari, sociali ed economici.

Vantaggi per operatori e comunità

Il progetto sta generando benefici anche per gli operatori sanitari, che trovano un ambiente di lavoro più gratificante, con la possibilità di sviluppare relazioni continuative con i pazienti. La riduzione dell’isolamento professionale e il lavoro in équipe multidisciplinari rappresentano elementi motivazionali importanti.
Per la comunità, l’implementazione del modello sta rafforzando il tessuto sociale, creando occasioni di incontro e partecipazione. La presenza di servizi sanitari di qualità contribuisce a mantenere vivo il territorio e a sostenere l’economia locale.
A livello sistemico, la riduzione degli accessi inappropriati ai servizi ospedalieri e la gestione più efficiente delle patologie croniche comportano risparmi che possono essere reinvestiti in ulteriori miglioramenti.
L’esperienza di Neirone sta attirando l’attenzione di altre realtà territoriali, creando una rete di scambio di buone pratiche. Il modello, opportunamente adattato alle specificità locali, potrebbe essere replicato in altre aree rurali italiane con caratteristiche simili.
Il progetto si inserisce perfettamente nel quadro del DM 77 e nelle linee di investimento del PNRR per la sanità territoriale, facilitando l’accesso a finanziamenti e supporto istituzionale.
Se i risultati positivi saranno confermati nel tempo, Neirone potrebbe diventare un punto di riferimento per la riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale in Italia, dimostrando che è possibile coniugare qualità delle cure e sostenibilità economica anche nelle aree più svantaggiate del Paese.

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