
Ospedali e ambulatori si trasformano per garantire un’assistenza più a misura di persona
31 marzo 2025
Verso una sanità che cura la persona, non solo la malattia
Ospedali, ambulatori e studi medici dove non si curano solo le malattie ma dove ci si prende cura della persona, dando risposte ai suoi bisogni complessivi – non solo clinici ma anche psicologici, etici e relazionali. È questo il nuovo paradigma dell’assistenza sanitaria che sta prendendo piede in Italia: le cure più “umane” che tutti vorremmo quando ci ammaliamo e ci sentiamo fragili anche emotivamente.
Una dimensione umana che si è andata un po’ smarrendo tra percorsi spesso burocratici, lunghe attese, tempo a disposizione inadeguato per l’ascolto, anche a causa della carenza di personale sanitario, e un rapporto tra medico/infermiere e paziente in crisi.
Chi si ammala non vuole sentirsi un “corpo” su cui intervenire o un “numero“. In una fase di fragilità, anche psicologica, vorrebbe non solo cure efficaci ma anche più “a misura di persona“, a cominciare dal fulcro del rapporto di cura – la relazione medico/infermiere-paziente – fino ad ambienti più accoglienti e percorsi assistenziali meno burocratici e tortuosi.
Le nuove norme per il cambiamento
A sancire il cambio di paradigma nell’assistenza sanitaria sono arrivate recenti normative. La Legge di Bilancio per il 2025 (art. 1, commi 360-364) modifica la norma sul “Riordino della disciplina in materia sanitaria” (Decreto Legislativo 502/1992), introducendo il principio che i Livelli essenziali di assistenza (Lea) dovranno essere garantiti nel rispetto della “centralità della persona umana, dell’umanizzazione della cura, della soddisfazione dei bisogni complessivi del malato“.
Per attuare questi principi, un Regolamento del Ministero della Salute dovrà indicare i criteri cui devono ispirarsi i nuovi modelli organizzativi di cura delle strutture ospedaliere, pubbliche e private accreditate, dopo una fase di sperimentazione di due anni in Ospedali, IRCCS e Policlinici universitari.
“L’umanizzazione delle cure è un impegno di questo ministero e, per questo, è stato istituito un apposito Tavolo che si occupa anche di definire il Regolamento previsto nella finanziaria del 2025“, dichiara Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute. “Il Tavolo lavora al rafforzamento delle politiche di umanizzazione e personalizzazione delle cure rivolte ai cittadini, con particolare riguardo ai pazienti cronici e alle loro esigenze, e al personale sanitario affinché sia adeguatamente formato su un tema così centrale che rappresenta un pilastro della qualità dell’assistenza sanitaria.”
Le buone pratiche già esistenti
Intanto, nel nostro Paese sono state avviate molte e diverse esperienze di “umanizzazione” delle cure. Le sta raccogliendo la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), cui aderiscono oltre i tre quarti delle Asl e aziende italiane.
“Da due anni stiamo raccogliendo varie esperienze di umanizzazione delle cure, che vuol dire coniugare umanità e scienza mettendo le persone e le relazioni umane al centro di ogni azione”, spiega Paolo Petralia, vicepresidente vicario Fiaso e direttore generale dell’Asl 4 di Chiavari (GE). “L’intento è costituire una ‘comunità di pratica‘, per confrontare e scambiarsi esperienze e progetti sul tema; anche perché, prima di mettere in campo delle azioni, occorre costruire e divulgare una cultura che rimetta al centro la persona all’interno del percorso di assistenza, delle relazioni, dell’organizzazione. L’ambizione non è solo divulgare esperienze ma favorire il recupero di una dimensione antropologica, cioè non curare solo la malattia ma prendersi cura della persona malata, anche quando non è possibile guarirla.”
Alcune di queste buone prassi saranno presentate in un convegno nazionale, in programma a Siena il 7 aprile nell’ambito del primo Open Meeting di HumanCare.
Esperienze innovative già attive
I “facilitatori” in Pronto Soccorso
Per chi va in Pronto Soccorso a causa di un problema di salute urgente, l’attesa può essere stressante e angosciante. Non sempre il personale sanitario, impegnato a risolvere emergenze e urgenze, riesce a rispondere alle esigenze di ascolto delle persone.
Da qui l’avvio, nel 2022, del progetto “Educatore in Pronto Soccorso” nell’Asl 4 di Chiavari, dove questa figura ha il ruolo di “facilitatore“: svolge compiti di supporto, accoglienza e ascolto dei pazienti e dei familiari in attesa; sostiene le persone malate non autonome; rappresenta un “tramite” tra pazienti, familiari e sanitari; aiuta a intercettare i bisogni delle persone fragili.
Si chiama, invece, “Spezza l’attesa” il progetto promosso dall’Aou di Modena attivo presso i Pronto Soccorso del Policlinico di Modena e dell’Ospedale Civico di Baggiovara: prevede la gestione globale del paziente nei suoi bisogni anche complessi e la presenza di “facilitatori” nelle sale d’attesa dei Pronto Soccorso, volontari che aiutano i pazienti in attesa e i loro familiari fornendo informazioni e supporto relazionale.
Lo “Spazio etico” per il dialogo
Si chiama “Spazio etico” il servizio di ascolto e incontro tra professionisti sanitari, pazienti e familiari, istituito circa due anni fa all’Asl 4 di Chiavari, sulla scia dell’esperienza francese Espace Ethique de l’Assistance publique.
Ispirato alla logica del “mi prendo cura di te” partendo dai bisogni delle persone, il servizio agevola il confronto e il dialogo su dilemmi etici che possono sorgere nella pratica assistenziale quotidiana. L’intento è favorire sia la crescita continua dei professionisti sanitari in materia di etica e umanizzazione della medicina, sia il “patto di cura” tra medici, infermieri e pazienti.
HumanCare: un progetto nazionale per l’umanizzazione
Il 7 aprile 2025, a Siena, si terrà il primo Open Meeting di HumanCare, un progetto innovativo che mira a trasformare il sistema sanitario italiano attraverso l’umanizzazione delle cure. L’evento, che si svolgerà presso la Certosa di Pontignano, rappresenterà un momento cruciale per discutere e promuovere un approccio centrato sulla persona, capace di coniugare scienza, tecnologia e relazioni umane.
HumanCare nasce come piattaforma nazionale e internazionale per raccogliere, condividere e valorizzare le migliori pratiche di umanizzazione delle cure. Durante l’evento, verranno presentate le esperienze più significative già attive sul territorio nazionale.
“Con questo progetto puntiamo a creare un sistema sanitario che non solo eroga servizi, ma che mette al centro la dignità e l’unicità di ogni individuo – pazienti, operatori sanitari e caregiver inclusi“, afferma Antonio Barretta, Direttore Generale AOU Siena. “Siena diventa così il punto di partenza per un cambiamento culturale e operativo che promette di migliorare la qualità della vita dei pazienti e la sostenibilità del sistema sanitario nel suo complesso.”
Il movimento per l’umanizzazione delle cure sta crescendo in tutta Italia, con l’obiettivo di costruire un futuro in cui la centralità della persona sia il pilastro della sanità italiana.