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La prudenza è d’obbligo e il sensazionalismo  assolutamente da evitare, ma non ci sono dubbi su quanto la portata della notizia sia straordinaria. Con il dispositivo OPM LUCY i non vedenti identificano le persone e gli oggetti che li circondano in un raggio di una ventina di metri, ne percepiscono la posizione e gli spostamenti, ne colgono la sagoma, in un certo senso ‘vedono’, anche se con una ‘visione artificiale’. Ovvero colgono un’immagine, risultato di infiniti puntini, grigia e sfocata, ma che li strappa al buio precedente, migliorando notevolmente l’indipendenza e la qualità della vita.

Il dispositivo è stato realizzato dal dipartimento di ricerca della OLITEC (da Olivetti e Tecnologia), diretto da Massimiliano Nicolini, che fa parte della Comitato per la Disabilità della Presidenza del Consiglio nell’ambito del G7. A Nicolini, ricercatore in scienze dell’informazione, specializzato VRO – la tecnologia alla base del metaverso – e intelligenza artificiale, con moltissimi successi e primati all’attivo, abbiamo rivolto alcune domande.

Ing. Nicolini ci spiega in parole semplici come funziona Lucy? E perché si chiama così?

“Lucia è la santa protettrice della vista. La protesi corticale Orion per la visione artificiale è progettata per aiutare le persone che l’hanno persa a causa di condizioni come la retinite pigmentosa. Funziona impiantando un array di elettrodi direttamente sulla superficie della corteccia visiva del cervello. Questi elettrodi ricevono segnali da una telecamera montata su un paio di occhiali che il paziente indossa. La telecamera cattura le immagini dell’ambiente circostante e le trasforma in impulsi elettrici, che vengono poi trasmessi agli elettrodi. Gli elettrodi stimolano la corteccia visiva in un modo che il cervello può interpretare come visione”.

Che tipo di visione?

“Il tipo di ‘vista’ fornito è diverso dalla visione naturale e richiede un periodo di adattamento per il paziente per imparare a interpretare le nuove sensazioni visive. I vantaggi sono innegabili per una disabilità pesante come questa”.

“E’ un aiuto ai più deboli”, questo il motivo ricorrente nelle parole di Massimiliano Nicolini, membro non solo della Fondazione Leonardo  ma anche del Metaverse Standards Forum, organizzazione che promuove lo sviluppo di uno standard di interoperabilità volto a garantire un metaverso aperto e inclusivo e della Fondazione Leonardo.

Lucy sarà un dispositivo per tutti?

“ L’impianto del sistema di visione artificiale Orion – sottolinea Niccolini – è un processo chirurgico delicato che richiede precisione e competenza. Occorre una piccola craniotomia nella parte posteriore della testa, sopra il lobo occipitale. Questo permette al chirurgo di accedere alla corteccia visiva del cervello”

Quali i risultati all’attivo?

“Al momento, sono 6 i pazienti a cui è stato impiantato il sistema Orion. I pazienti hanno riportato miglioramenti visivi che si sono mantenuti nel tempo.

La capacità di restituire una funzione visiva parziale rappresenta un vero e proprio cambiamento di vita”

I costi? Ancora alti, ma non c’è dubbio che su questa strada Lucy dovrebbe essere considerato un ausilio da mettere a disposizione di chi ne ha bisogno, alla stregua della sedia a rotelle per chi non cammina.

Speriamo negli sviluppi dei lavori del G7.

Letizia Salvestrini