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Antonio D’Amore, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Ospedale Cardarelli di Napoli, ha recentemente condiviso la sua visione audace per il futuro del sistema sanitario italiano durante la convention FIASO. D’Amore ha sottolineato la necessità di rivoluzionare gli ospedali, rendendoli verdi e aperti, integrati con il territorio.

Uno degli argomenti principali è la proposta di FIASO di una riprogrammazione decennale per sostituire almeno il 25% degli ospedali italiani, molti dei quali hanno superato i 50 anni di età. Secondo D’Amore, questa iniziativa è cruciale per superare i limiti tecnologici delle strutture attuali, permettendo la creazione di ospedali all’avanguardia, proiettati nel futuro.

Valutazione del Valore delle Prestazioni

Un punto critico sollevato riguarda la valutazione degli ospedali. “È cruciale spostare l’attenzione dalla mera attività voluminosa all’effettivo valore delle prestazioni in sanità. La qualità del servizio e la qualità di vita restituita al paziente devono diventare i criteri di valutazione”, afferma.

Innovazione Tecnologica

Il direttore generale ha anche parlato di un cambiamento radicale nell’approccio all’ospedale, immaginandolo come un luogo aperto, senza mura, con una centralità assoluta del paziente. Ha enfatizzato l’importanza di essere al passo con l’innovazione. “Vogliamo superare i limiti tecnologici delle strutture attuali. Immaginiamo ospedali all’avanguardia, proiettati nel futuro, capaci di abbracciare l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale”.

Riforma della Formazione Universitaria

Ulteriore tassello fondamentale è la necessità di riformare la formazione universitaria nel settore sanitario. “Critichiamo la stagnazione nella formazione universitaria. È essenziale preparare il personale alle sfide future come l’intelligenza artificiale. Dobbiamo abbandonare le specializzazioni obsolete e guardare al futuro”. Sottolineando l’urgenza di un cambio di passo.

Open Meeting di Grandi Ospedali

Napoli ospiterà il terzo Open Meeting di Grandi Ospedali: “Il prossimo Open Meeting, in programma il 29 e 30 maggio, sarà l’arena per approfondire questi temi. Auspichiamo un dibattito fruttuoso che plasmi il futuro dell’assistenza sanitaria italiana”. Mentre la strada è lunga, il dottor D’Amore rimane ottimista che le innovazioni proposte possano essere adottate, contribuendo a un sistema sociosanitario più efficiente e centrato sul paziente.