
Negli ultimi anni l’oncologia italiana ha continuato a registrare progressi significativi, pur restando una delle principali sfide per la salute pubblica. Nel 2024 sono stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore in Italia, con una sostanziale stabilità rispetto agli anni precedenti e un incremento della sopravvivenza a 5 anni per molte neoplasie grazie alle terapie innovative e alla diagnosi precoce. Sempre più persone convivono con una precedente diagnosi oncologica, riflettendo l’efficacia delle cure e l’importanza della personalizzazione terapeutica. Al centro di questa trasformazione partecipa attivamente il Niguarda Cancer Center di Milano, dove il prof. Salvatore Siena, direttore della Struttura Complessa di Oncologia Falck e del Cancer Center, guida un team multidisciplinare impegnato sia nell’assistenza clinica sia nella ricerca traslazionale. Il Cancer Center accoglie ogni anno un significativo numero di pazienti provenienti non solo da Lombardia e Nord Italia, ma anche da altre regioni, grazie all’offerta di percorsi personalizzati che combinano diagnosi avanzate e terapie sperimentali. L’accesso ai percorsi di cura prevede un’organizzazione che integra day hospital, degenza e ambulatori specialistici, facilitando un’assistenza continua e aderente alle necessità cliniche più complesse. Un aspetto chiave dell’attività del centro è l’introduzione delle nuove tecnologie in campo oncologico. L’uso della biopsia liquida per l’analisi molecolare dei tumori e l’adesione a studi clinici innovativi, come lo studio SAGITTARIUS per il carcinoma del colon-retto, mostrano come la ricerca si traduca rapidamente in opportunità terapeutiche concrete. Questi avanzamenti permettono di adattare le cure alle caratteristiche molecolari del tumore di ciascun paziente, migliorando l’efficacia e riducendo gli effetti collaterali. Un Centro che dimostra l’importanza di collegare dati epidemiologici, gestione dei percorsi diagnostico-terapeutici e innovazione tecnologica per rispondere alle sfide dell’oncologia contemporanea.
Professore, lei è da anni in prima linea nella ricerca e nella sperimentazione clinica in oncologia. Quali sono oggi, a suo avviso, le innovazioni più promettenti che stanno cambiando concretamente la cura dei tumori?
La cura dei tumori sta migliorando progressivamente giorno dopo giorno in ogni suo settore: nel settore della chirurgia, della terapia medico oncologica e di quella radiante e delle terapie focalizzate sulla malattia cosiddetta oligo-metastatica. Il progresso penso non si percepisca, ma accade quotidianamente. La terapia medica oncologica nel corso di pochi anni è sempre più diventata una terapia sistemica di precisione e allo stesso modo la chirurgia è diventata meno invasiva e parallelamente anche più ablativa del tumore. Ma senza gli effetti collaterali e le sequele delle terapie chirurgiche mutilanti di una volta. Quindi il progresso nella terapia del cancro è un progresso costante, non eclatante che non accade in un solo giorno, come invece il nostro animo vorrebbe accadesse.
Il Niguarda Cancer Center che lei dirige è riconosciuto come un centro di eccellenza per l’approccio multidisciplinare. Quanto è determinante oggi il lavoro integrato tra oncologi, chirurghi, radioterapisti, ricercatori e altri specialisti per offrire cure sempre più personalizzate?
L’approccio multidisciplinare per qualunque neoplasia è oggi non solo è determinante ma irrinunciabile ed è l’elemento essenziale per il progresso e il miglioramento delle cure. I giovani oncologi, gli specializzandi della scuola di oncologia dell’Università degli Studi di Milano che ha sede nel Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e nel Niguarda Cancer Center, oggi sempre più di ieri imparano come metodo primario il lavoro multidisciplinare. Imparano ad ascoltare molti specialisti e da questi costruire un piano di cure che tenga conto delle migliori professionalità, sempre per un unico scopo: la terapia oncologica ottimale. Questo per ottenere più guarigioni con sempre meno effetti collaterali e anche sempre meno sottrazione alla vita normale.
La sperimentazione clinica rappresenta un pilastro fondamentale dell’attività del Cancer Center. In che modo la partecipazione agli studi clinici consente ai pazienti di accedere più rapidamente a terapie innovative e alla medicina di precisione?
La risposta è implicita nella domanda: non c’è alcun dubbio che la sperimentazione clinica in campo oncologico è una grande opportunità per l’ammalato. La sperimentazione clinica offre nuovi farmaci, la cui progettazione è oggi così perfezionata che si riesce a ottenerne la registrazione, cioè il riconoscimento da parte delle autorità sanitarie persino nella fase 1 della sperimentazione, cioè in quella fase che una volta era esclusivamente finalizzata allo studio della tossicità. Mentre oggi riesce ad arrivare alla registrazione e cioè alla documentazione della sua efficacia. Quindi la sperimentazione clinica offre nuove opportunità di cura sempre più efficaci e sempre più precocemente all’ammalato che ne ha bisogno.
Oltre alla cura, il Niguarda Cancer Center è fortemente impegnato nella formazione delle nuove generazioni di oncologi. Quali competenze ritiene oggi imprescindibili per un giovane medico che si avvicina all’oncologia moderna?
La presenza della Scuola di Specializzazione di Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Milano all’Ospedale Niguarda è una risorsa culturale che stimola i professionisti esperti dello staff medico e amministrativo dell’Ospedale a cimentarsi con le menti fresche e dinamiche dei giovani medici. Questo incontro di menti nuove e menti consolidate crea in modo impercettibile un’atmosfera positiva, che da una parte produce nuove generazioni di medici oncologi e dall’altra stimola i docenti a migliorarsi sempre di più. Ma al Niguarda non ci sono solo specializzandi di oncologia medica ma specializzandi di ogni specialità: diversi tipi di chirurgia, ematologia, radioterapia, anatomia patologica, farmacologia e molte altre oltre all’oncologia medica.
Tecnologie avanzate, big data, intelligenza artificiale e biomarcatori stanno entrando sempre più nella pratica clinica. Come immagina l’oncologia del futuro e quale ruolo avranno centri come il Niguarda nel guidare questo cambiamento?
La ricerca cosiddetta multiomica che utilizza insieme, mediante strumenti avanzati di Intelligenza Artificiale, diverse tecnologie per la previsione e l’interpretazione di fenomeni fisiologici e patologici è il focus principale della ricerca attuale del Niguarda Cancer Center. Crediamo fermamente che l’oncologia del futuro sarà legata appunto all’interpretazione dell’IA e all’utilizzo delle tecnologie avanzate a cui ho accennato sopra.














